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FESTIVAL DI FES DELLA CULTURA SUFI

FESTIVAL DI FES DELLA CULTURA SUFI

 III edizione

Le Culture del Sufismo

 Forum internazionale

 Un’anima per la globalizzazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fès (Marocco)  18-25 aprile 2009

Si rinnova a Fès in Marocco, per il terzo anno consecutivo, il Festival della Cultura Sufi, appuntamento di rilevanza e prestigio internazionale che si terrà dal 18 al 25 aprile e che ha suscitato da subito enorme interesse, se già nella precedente edizione si sono potute contare oltre 16.000 presenze. Il tema di quest’anno è la ricchezza e varietà delle culture del Sufismo, un autentico viaggio nello splendore culturale e artistico di paesi come il Pakistan, l’Egitto, l’Indonesia, la Siria, la Francia, la Turchia, i paesi africani, la Spagna, tutto il Maghreb. Evento centrale di riflessione, negli otto giorni di programmazione, è il Forum “Un’anima per la globalizzazione” a cui partecipano personalità della comunità internazionale e della società civile. Ogni giornata si chiude con i concerti e i rituali “samaa  di artisti e confraternite sufi provenienti da diversi paesi.

Il Festival della Cultura Sufi è un progetto di dialogo interculturale che nasce da una filosofia di apertura e da uno straordinario patrimonio di ricchezza e molteplicità culturale in tutto il mondo musulmano e oltre. L’obiettivo è quello di far conoscere e diffondere il messaggio profondo del Sufismo, che  è l’espressione, sotto forma poetica, letteraria, artistica e sociale della dimensione spirituale e intima dell’Islam. In questo senso, la «cultura» sufi non è altro che uno dei nomi della civiltà islamica, quando questa si manifesta nella sua realtà storica, spirituale e creativa. La valorizzazione della varietà culturale espressa dal Sufismo permette la diffusione di valori universali comuni a tutti gli uomini.

Il Festival della Cultura Sufi è una creazione  di Faouzi Skali, antropologo ed esperto in scienze religiose, insegnante alla Scuola normale superiore di Fès, appartiene a una famiglia di sharif (discendenti del Profeta) ed è membro di una tariqa (confraternita sufi). Da sempre impegnato nel dialogo interculturale, è autore di molti libri, alcuni dei quali tradotti anche in Italia (“La Via Sufi. Via d’amore e di conoscenza”, “Gesù nella tradizione Sufi).

 

 

 

 

La città che ospita il Festival è un altro dei punti di forza dell’evento: Fès è la più grande delle città imperiali del Marocco e  il suo cuore più antico, la medina di Fès el-Bali, è riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità.  E’ sede di una delle più antiche università del mondo e ha nella sua tradizione una grande scuola di pensiero religioso islamico aperta al dialogo con le altre culture. Si potrebbe dire che Fès sta all’Islam come Assisi sta alla Cristianità per la concentrazione di elementi come la spiritualità, il misticismo, la via del pacifismo. 

Il tema di quest’anno è la diversità culturale del pensiero Sufi nei vari paesi in cui questo ha trovato diffusione, lasciando segni tangibili nell’arte come nell’architettura, nella musica come nella vita spirituale. Perciò il festival proporrà, nell’arco degli otto giorni di programmazione da sabato 18 a domenica 25 aprile, un viaggio attraverso le culture del sufismo, nello splendore culturale e artistico di paesi come il Pakistan, l’Egitto, l’Indonesia, la Siria, la Francia, la Turchia, i paesi africani, la Spagna, tutto il Maghreb. Ogni giornata  permetterà di scoprire un paese in particolare, le sue pratiche spirituali, i maestri che vi hanno vissuto, le parole che l’hanno nutrito e le arti e la cultura che esprimono la sua essenza profonda.

Evento centrale di incontro e riflessione è il Forum internazionale Un’anima per la globalizzazione”, un ciclo di dibattiti dedicati alla relazione che occorre stabilire oggi tra valori spirituali e globalizzazione. In questa ottica, i valori rappresentati dal Sufismo si incontrano e dialogano con altri universi culturali e si confrontano con le sfide del presente: lo sviluppo sostenibile, la democrazia, la solidarietà.

Tante personalità provenienti da orizzonti differenti, diverse culture e religioni, guide spirituali, pensatori, uomini politici, dirigenti d’impresa, attori della società civile tra Oriente e Occidente sono invitati a discutere in che modo sia possibile oggi dare «un’anima alla globalizzazione». Hanno confermato la loro partecipazione personalità come: Edgar Morin (scrittore e sociologo francese),  Assia Alaoui (ambasciatrice itinerante del Marocco), Benjamin Barber (politologo e scrittore statunitense), Dominique Voynet (fondatrice del movimento politico dei verdi), Marie Arena (Ministro Belga delle grandi città), Mohammed Berrada (ambasciatore del Marocco a Parigi), Nouzha Skalli (ministro in Marocco dello sviluppo sociale), Majid Rahnema (scrittore, ex ministro in Iran), Eric Geoffroy (scrittore e islamologo). Il Forum si svilupperà in cinque giornate e toccherà tematiche di forte attualità e di rilevanza mondiale, come la crisi alimentare, la fine del capitalismo, la crisi della democrazia, il rapporto tra corpo e spiritualità.

Oltre al Forum, il festival propone una serie di incontri, conferenze, atelier che sviluppano in tutte le direzioni la conoscenza del Sufismo. Il pomeriggio e le serate sono riservate alle diverse espressioni artistiche che questa scuola ha ispirato nel passato come nel presente, continuando ancora oggi ad essere fonte di creazione ai più alti livelli. Sono rappresentate le arti visive, naturalmente, come la calligrafia, ma è soprattutto la musica a caratterizzare le serate del Festival, e non è un caso, dal momento che proprio attraverso la musica il Sufismo diventa linguaggio universale in grado di comunicare, al di là delle barriere linguistiche e culturali, il suo messaggio per una civiltà portatrice di amore, conoscenza, solidarietà, aperta al dialogo tra le culture e le religioni del mondo.

Per questo il festival mette in scena oltre ai concerti, anche le cerimonie officiate dalle confraternite (tariqa). In particolare, si avrà modo di assistere a diverse forme del rito Samaa”, uno degli elementi caratterizzanti il Sufismo, insieme di preghiera, musica e danza, la cui forma più nota al  pubblico  occidentale è quella dei Dervisci roteanti. Ma vi sono anche altri modi di realizzare l’ascesa mistica, che è il fine ultimo del rituale. Anche in questo caso, come nelle conferenze, sarà rappresentata la vasta e ricca gamma di espressioni musicali che si richiamano al Sufismo, con artisti e confraternite provenienti dai paesi del Maghreb e da Siria, Francia, Africa Occidentale, Spagna, Congo, Palestina.  Il ponte tra Oriente e Occidente è sottolineato dagli omaggi musicali ai poeti sufi d’Andalusia e a Eva de Vitray-Meyerovitch, grande divulgatrice in Europa delle opere del poeta mistico persiano Gialal al-Din Rumi.

L’agenzia Par-chemins, fondata da Faouzi Skali, è il motore di questa imponente manifestazione, attenta anche alle evidenti ripercussioni turistiche di questo evento, e che, coerentemente con lo spirito del festival, cerca di sviluppare forme di turismo sostenibile. Per questo sostiene il progetto di ospitalità presso le famiglie creato dal Centro Regionale del Turismo e dalla Regione Fès-Boulemane.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni sul festival: www.festivalculturesoufie.com  et www.par-chemins.com

mail : contact@par-chemins.org - Tel : 00212 (0)535 65 39 52/53  Fax : 00212 (0)535 65 44 67

Informazioni turistiche:

Confort Travel International - Tél 00212(0)535942118 - Fax 00212(0)535942119 - Email: ymsefer@yahoo.fr

www.ctifes.com   email: cti1@menara.ma 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ospitalità in famiglia:  www.ziyaratesfes.com

 

 

 




 

 


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